Ulteriore adattamento cinematografico, dopo l'italo-americano "L'ultimo uomo della terra", del celebre romanzo di Richard Matheson "I am legend", tenta di dare alla storia una svolta più moderna ed attuale (per il tempo), alla luce della presa di coscienza sulla scampata guerra fredda. Peccato che la pellicola, iniziata con buoni intenti e qualche scena divertente, scada nel trash dopo appena pochi minuti, forse a fronte di alcune scelte di marketing davvero scontate e dannose... l'inevitabile confronto con il film di Ragona peggiora poi la situazione.
Il dottor Neville, ex scienziato rimasto l'unico essere vivente sulla terra, tenta di sopravvivere sterminando dei non-morti fotofobici/inquisitori con i RayBan agli occhi durante il giorno, vivendo poi rinchiuso nella sua casa fortificata di notte. Tra cadute di nervi e voglia esasperata di sesso, smitragliate e shopping consolatorio, il film prosegue tra una risata ed uno sbadiglio. Quando poi il dottor Neville si accorge di non essere l'unico essere umano sopravvissuto la situazione comincia a rivitalizzarsi e la scena si fa movimentata regalando dei buoni attimi di intrattenimento, tra inseguimenti e scene d'azione di per se davvero efficaci che stridono però con l'atmosfera della storia.
Il protagonista si innamora dell'unica donna adulta rimasta e ne salva il fratello grazie al siero estratto dal proprio sangue immune al contagio, ridando a tutti i sopravvissuti e a se stesso un'ultima, illuminante speranza.
Insomma, se volete godere gustandovi la versione cinematografica di "I am Legend" guardate il già citato titolo italiano, se invece vi piacciono i trashoni anni '70, magari guardati in compagnia degli amici, questo film vi intratterrà di certo... meglio di niente in fondo.