Home page




NOROI


 
Titolo originale:  Noroi - the curse
Produzione:  Giappone, 2005
Regia:  Kôji Shiraishi
Cast:   Masafumi Kobayashi, Marika Matsumoto, Maria Takagi
 

Impossibile non richiamare alla mente, finita la visione di Noroi, film come The Blair Witch Project o al recente REC. Di fatto accostare, sia la produzione spagnola che, questo prodotto giapponese al capolavoro mediatico di TBWP rappresenta un errore d’approccio. Errore dovuto al fatto che le cupe gesta della strega di Blair narrate da Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez non possono essere considerate un film. Il raffronto, più plausibile, della visione attraverso l’obiettivo di una telecamera tra la coppia spagnola Plaza/Balagueró ed il regista giapponese Kôji Shiraishi differisce sostanzialmente dall’impronta (in entrambi i lavori) televisiva che filtra oltre il grande schermo. REC è una presa diretta “rubata”, una sorta di Real TV horror (per quanto anche l’originale TV mette i “brividi”), Noroi tutt’altro. Un vero e proprio reportage con interviste, spezzoni di trasmissioni, filmati d’epoca, fuori onda…degno del miglior Santoro.

Tutto ciò solo per sottolineare l’originalità di questa produzione nipponica, che trasuda personalità, a tal punto da autorizzare il regista a citare, più volte, spudoratamente TBWP. Un reporter dell’occulto (Masafumi Kobayashi) indaga su una misteriosa maledizione legata alla figura di un demone (Kagutaba) e degli inconsueti rituali ad esso correlati. Il giornalista sparisce durante l’incendio della sua abitazione il montaggio finale del suo lavoro è ciò che ci si appresta a vedere. Noroi stupisce, stupisce per semplicità saldando le radici della propria credibilità sulle poderose spalle del mezzo televisivo, ormai universalmente riconosciuto come custode di verità. Kôji Shiraishi non ha fretta e costruisce, con grande mestiere, una storia che si inerpica, durante le due ore di visione, sulle colline dell’orrore aggirando pazientemente le vie più rapide per giungere in vetta senza affanno, e da li mostrarci ciò che dal basso non poteva essere scorto. I tasselli che compongono il puzzle, divenuta l’ossessione di Kobayashi, vengono svelati pian piano, con dovizia di particolari e sequenzialmente indirizzano lo spettatore verso la risoluzione finale. L’atmosfera è talmente familiare (tutti abbiamo una TV, o no?) che col trascorrere dei minuti ci si dimentica di assistere ad un film ed il germe dell’ignoto, del mistero, inizia a serpeggiare tra i neuroni bombardati da informazioni ed enigmi da risolvere, tanto da spingere lo spettatore (con un po’ di buona volontà) ad immedesimarsi nelle ricerche del coraggioso giornalista dagli occhi a mandorla.

Questa condizione consente la crescita costante della tensione e l’insinuarsi (perché no) della paura, che con il passare del tempo assume un ruolo sempre più importante. Difficile valutare aspetti tecnici (come recitazione, fotografia, musica) in produzioni di tale fattura, credo basti sottolineare come il tutto riesca a mantenere una propria e costante dimensione di credibilità, nonostante qualche piccolo eccesso registico (di tanto in tanto) ed alcuni personaggi piuttosto “originali”. Grande pregio di Kôji Shiraishi è senz’altro quello di essere riuscito a rendere terrificante una vicenda senza ricorrere a sangue, mostri, coupe de theatre e orpelli del genere. Più che visto, Noroi va vissuto. Un’ultima nota riguarda la chiusura del reportage di Kobayashi. Il lavoro del giornalista svela una parte di verità, lasciando incompleto il puzzle a causa della sua sparizione. La redazione televisiva dove il nostro reporter lavorava riceve però un pacco contenente un video. Mittente: Masafumi Kobayashi. Il mistero è svelato… forse.

 
Demon


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright 2000-2002 - All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.