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NON APRITE QUELLA PORTA 3 - INCUBO-


 
Aka:  Night killer
Produzione:  Italia, 1990
Regia:  Clyde Anderson (Claudio Fragasso)
Cast:  Peter Hotten, Tara Buckman, Richard Foster
 


“Melanie apprende dalla televisione che un maniaco omicida ha colpito ancora uccidendo due donne in un teatro. Benché toccata da un fatto così angosciante, Melanie è convinta che tali storie sono lontane da lei, almeno fino a quando ella stessa non viene fatta oggetto delle attenzioni del maniaco. Sfuggita miracolosamente alla trappola, l’aggressione lascia comunque nella donna un vuoto di memoria e una feroce volontà di suicidarsi…”.

O mio dio! Siamo di fronte al capolavoro trash! Non ricordo un film che mi abbia fatto tanto ridere in tutta la mia vita. Sotto il titolo truffa, relativo alla saga di Leatherface, (il film è uscito all’estero col nome di “Night Killer”) si nasconde il film horror capolavoro di Claudio Fragasso(qui firmatosi con lo pseudonimo di Clyde Anderson), regista che ci ha deliziato con le sue perle trash e le sue sceneggiature da secondo anno di asilo. Sottolineo il fatto che per avere questo film ho dovuto sudare le famose 666 camicie, quindi il mio giudizio è dato anche da circa un anno di persone che mi dicevano “io l’ho visto, è il peggior film che io abbia mai visto”.

Tanta attesa è stata pienamente ripagata e do ragione a coloro che me lo sconsigliavano. L’assassino, con tendenze necrofile, se ne va in giro con una maschera gommosa molto simile al caro Freddy Krueger, altro particolare che richiama il beniamino della saga iniziata da Craven è il guanto di lame con cui uccide tutte (5-6 in tutto il film) le sue vittime. I dialoghi sono di quanto peggio la mente umana può ideare, da annali del trash la frase con cui esordisce il maniaco-necrofilo (“voglio scoparti il cervello e te lo scoperò a sangue!”), gli attori sono inguardabili, spesso gli sguardi non coincidono con i campi d’azione, la trama è quanto di più inutile e sconclusionato si sia mai visto e l’effetto gore è sempre lo stesso ripetuto più volte nella pellicola. Altra scena da ricordare è quella in cui la ragazza-vittima narra la storia di “cappuccetto rosso” al maniaco, sembra impossibile ma per Fragasso l’impossibile non esiste.

Insomma non ho timore che questo è sicuramente il capolavoro horror assoluto del regista romano, un film che non dimenticherò facilmente, ma attenzione, questo film è consigliato solo agli amanti feticisti del trash fatto in cantina, chiunque speri di trovare una traccia di film in questa nefandezza stia alla larga e dimentichi per sempre questo film, VI HO AVVERTITI!!!

 



 
PISY


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