Home page




NEKROMANTIK


 
Titolo Originale:  Nekromantik
Produzione:  Germania, 1987
Regia:  Jorg Buttgereit
Cast:  Daktari Lorenz, Beatrice M, Harald Lundt, Susan Kohlstedt
 


Oltraggioso, furibondo, presuntuoso e dannatamente geniale; questo, in poche parole, il sunto dell'opera più rappresentativa del regista tedesco Jorg Buttgereit, precursore avanguardista del cinema che (forse) sarà. Esprimere giudizi su pellicole tanto intimistiche, morbose ed estreme è sempre assai arduo; ciascuno di noi le vive con la personalità che più l'aggrada, le assorbe con la rettitudine morale che più gli si addice e reagisce nella maniera più consona ai propri stilemi e principi. Nekromantik, nella fattispecie, è un film che da sempre, quasi per definizione, attira altisonanti elogi e disfattiste critiche in egual misura, un film che nella sua oltranzista intransigenza non lascia spazio a prese di posizione neutrali; in definitiva, un film che si ama o si odia.

La trama si snoda attorno ad uno strambo personaggio, un membro della squadra di pulizia più sanguinolenta di tutta la Germania (si occupa infatti del recupero di corpi straziati negli incidenti stradali), un individuo ossessionato dalla morte e pervaso da un oceano di tristezza. Il suo quadro psico-patologico lo porterà a sottrarre un cadavere dalla tragica scena di un incidente per poterne abusare sessualmente insieme alla fidanzata. Il macabro gioco erotico li spingerà verso oscuri orizzonti di violenza e desiderio.

I decadenti quartieri di periferia, l'orrore della quotidianità, tenerezza disperata mescolata alla più tetra logica dell'amore; è tutto qui, senza retorica o paure. Nero su bianco, questo è l'imperativo del regista teutonico per eccellenza, nessun compromesso. Dal punto di vista tecnico Nekromantik propone poco; gli effetti speciali non fanno gridare al miracolo (anzi) e gli attori (per quanto ce la mettano tutta) non sempre riescono a risultare azzeccati, credibili o all'altezza della situazione. Ma il punto di forza di questo nasty-movie, oltre alla superba colonna sonora, risiede nel feeling marcio e malato che lo pervade, nella terribile consapevolezza di cosa si annida nei nostri pensieri, nel paragonare un coniglio scannato (scena snuff presente nel film) alla consueta esistenza di ciascuno di noi. Poesia; ne più ne meno... Se amate il decadentismo, Baudelaire ed il cinema estremo non perdete Nekromantik; ad ogni visione darete un significato diverso a questa perversa storia di disperazione e necrofilia e ad ogni visione vi avvicinerete un passo di più verso l'abisso; vedere per credere.


 
Davide Rigamonti


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright 2000-2002 - All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.