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L'INSAZIABILE


 
Titolo originale:   Ravenous
Produzione:  USA, 1999
Regia:  Antonia Bird
Cast:  Guy Pearce, Robert Carlyle, David Arquette, Jeffrey Jones
 


La storia è ambientata nel 1800 in un isolato avamposto dell'esercito americano, alla fine della guerra con il messico. Un soldato non proprio ardito riesce a guadagnarsi la medaglia di eroe di guerra, dopo essere stato misteriosamente colto da un attacco di coraggio in seguito ad un sorso di sangue bevuto per caso mentre si fingeva morto, sepolto dai cadaveri dei suoi compagni, oltre le trincee nemiche. Decorato, ma notoriamente indegno di tale onore, orribilmente e patologicamente disgustato dal sangue e dalla carne, anche nelle pietanze, il soldato viene mandato in un isolato avamposto dove sei figure di… ehm…soldati outsider… condividono la sua stessa sorte: annoiarsi lontano dagli occhi dell mondo. Una notte però lo scalcagnato manipolo riceve la vista di un uomo semi assiderato che, appena in grado di parlare, inizia a raccontare una terribile storia di coloni sperduti fra i boschi in pieno inverno, costretti a ricorrere al cannibalismo per sopravvivere.

Da qui parte il vero e proprio film, con un cambiamento di ritmo improvviso e ben misurato che lo trasforma da un film descrittivo e piacevolmente lento in una vicenda di azione splatter. Una vecchia leggenda indiana racconta di un essere, il Windigo, a metà strada tra l'umano e l'ultraterreno, che si nutre di carne umana assimilando con essa anche lo spirito e il vigore della vittima uccisa. Colquhoun (Robert Carlyle) un mite colono condannato da una tubercolosi cronica, scopre come questa pratica sia portatrice di una forza speciale, addirittura taumaturgica e in grado di rendere invulnerabili persino alle malattie, la singolare pietanza regala anche un istinto omicida, un desiderio incoercibile e compulsivo di cercare sempre e sempre più la carne, una fame "più severa". Ben presto la vicenda si trasforma in una guerra fra antropofagi supereroicizzati dalla colazione dei campioni. La cosa bella è che L'Antropofago con virtù di leader, contrapposto nella sua esaltazione alle frustrazioni del "codardo" protagonista, si propone di organizzare una sorta di setta, pronta ad aspettare al varco le carovane dei coloni tutti ansiosi di raggiungere il West. Tutti i temi sono ben sviluppati, i personaggi, macchiettosi ma perché richiesto dall'economia del racconto, si incastrano bene nell'ingranaggio complessivo.

A parte il ritmo e le sue perfette variazioni la cosa migliore è che il film unisce temi molto tipici, come quello del protagonista sconfitto e fallito che perde ogni confronto (non è un buon soldato, piuttosto che morire si fa vincere dalla tentazione del cannibalismo), oppure quello del Male che è insieme droga che riduce in schiavitù e fonte di potenza che permette di dominare gli altri, e un'ambientazione inconsueta. Una colonna sonora in perfetta sintonia con le tinte della storia: gioca con i toni cruenti della pellicola, sottolinea i momenti di tensione, una sorta di organetto che accompagna il piacevole scorrere del film. Una grandissima interpretazione di Robert Carlyle, quel sottile gioco tra comicità (tragica) e tragedia (reale) in cui (è noto) si snodano le guerre (la storia insegna) ed una regia "pulita", pur non brillantissima per creatività, rende questo film davvero gradevole. Un film che si "gusta" senza sbadigliare...da vedere.


 
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