Home page




INSANE


 
Titolo originale: Idem
Produzione:  Svezia, 2009
Regia:  Anders Jacobsson, Tomas Sandquist
Cast: Jacobsson Anton, Lars Bethke, Tommy Hall, Johanna Leamo
 


Il film si apre con una giovane donna incatenata al soffitto che viene trafitta da un misterioso killer che indossa una maschera antigas. Più tardi, nell’isolato Bridgeburn Hotel, arriva Jenny, una giovane ragazza che viene colpita dai modi gentili di David, il gestore nonché unica persona a mandare avanti l’hotel, con cui entra subito in confidenza. La sera stessa Jenny viene inseguita e uccisa dallo stesso killer. Qualche giorno dopo Sarah, messasi sulle tracce della sorella, finisce per caso nello stesso hotel senza saperlo. Anche con lei David cerca di entrare in confidenza ma Sarah sembra essere più diffidente. Forse qualcosa non la convince nel modo di fare di David… Già nel suo precedente Evil Ed, Jacobsson aveva chiaramente omaggiato il cinema horror classico, quello che un tempo si chiamava il cinema di genere, quello dei Carpenter, dei Raimi e dei Fulci, per intenderci.

In questo film, scritto e diretto a quattro mani con Tomas Sandquist, conferma di avere una predilezione per quel genere. Già dalla prima scena, in cui la vittima di turno viene trafitta da un coltellaccio che le viene infilato dalla nuca e finisce per sporgerle fuori dalla bocca, gli appassionati avranno sicuramente notato il rimando a Quella villa accanto al cimitero di Fulci. Lo stesso dicasi del killer che indossa una maschera antigas per uccidere le proprie vittime e ricorda -anche se più vagamente- l’omicida dello stesso film. Il protagonista indiscusso del film poi, il Bridgeburn Hotel, con il suo stile anni ’70 fatto di tinte forti e luci basse, è un chiaro rimando all’Overlook di Kubrickiana memoria. La forza e il grosso limite della pellicola è la storia e il modo utilizzato per metterla in scena.

Se da un lato infatti tende ad essere prevedibile per lo spettatore più avvezzo, il suo rimanere molto fedele a quelle che sono le linee guida dello slasher, fa evitare al film di cadere in improbabili situazioni più volte viste altrove. Certo, qualche ingenuità di troppo -non si capisce come mai la vittima designata che si sveglia di soprassalto dal letto debba indossare le scarpe- poteva essere evitata con un po’ di attenzione in più. Resta comunque il merito di aver fornito un movente non troppo scontato che si va scoprendo via via fino al finale in cui, per fortuna, sono le immagini e non il racconto “alla tenente Colombo” a svelare la verità dei fatti.

 

 
Stilgar


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright
All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.