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ULTIMO SPETTACOLO


 
Durata:  15'
Produzione:   BMWORKS - Italia 2004
Regia: Alex Visani
Cast:  Raffaele Ottolenghi, Walter Tamburi, Marco Ottolenghi, Giovanna Villella
 


“Ultimo Spettacolo” è la dimostrazione lampante di come sia possibile, nel circuito indipendente italiano, realizzare prodotti di buona qualità. Per fortuna Alex Visani non è il solo profeta di questa dottrina di stile, che spesso degenera (causa eccessiva passione) in “imbarazzanti” realizzazioni. Dal punto di vista tecnico il corto di Visani è ineccepibile (eccezion fatta per l’effetto temporale iniziale). La sua regia ben si adatta alle cupe e claustrofobiche atmosfere dell’ambiente chiuso (cinema abbandonato), riuscendo a trasmettere la giusta dose di tensione, grazie anche ad ottimi movimenti di camera. Visani ha anche la bravura/fortuna di avvalersi della collaborazione di gente “capace”.

I due protagonisti, il ragazzo (Raffaele Ottolenghi) e il proprietario del cinema (Walter Tamburi), offrono una prova convincente ed adeguatamente drammatica, allineandosi a ciò che costituisce il tema portante dell’opera. La fotografia è scrupolosamente curata (e spinta all’eccesso in alcuni casi) in modo da conferire alle immagini la giusta dignità. Il commento musicale originale e d’effetto. Gli effetti speciali, dosati a dovere e di ottima fattura, si combinano alla perfezione con il resto degli elementi. Insomma un lavoro tecnicamente davvero ben fatto. Dal punto di vista narrativo “Ultimo Spettacolo” patisce un po’ il peso di una storia “difficile” e di una scelta stilistica “coraggiosa”.

Il Cinema Deruta accoglie a braccia aperte (come esplicitamente dichiarato nel fotogramma finale) i malcapitati avventori, nutrendosi delle loro elucubrazioni mentali e assuefacendoli con un vortice di follia dal quale è impossibile fuggire. La morte stessa non rappresenta che un labile placebo. Girare una ghost-story d’atmosfera è un lavoro di per sé impegnativo anche per un regista affermato e con un budget sostanzioso, tradurla nell’ambito delle produzioni indipendenti diventa un’impresa davvero difficile. Pur appesantito da tale zavorra Visani, riesce a far decollare “Ultimo Spettacolo”. Sono i dettagli che fanno la differenza, piccole sfumature capaci di destare l’attenzione e mettere in moto i meccanismi emozionali, come “l’intruso” nella carrellata laterale all’ingresso di Raffaele Ottolenghi nel cinema vuoto o la dicotomia cromatica tra il mondo reale (virato seppia) e la dimensione fantastica (colore). Inoltre vi sono parecchi spunti di riflessione interessanti.

Non essendo il “coupe de theatre” l’ingrediente principale (il ché è un bene, in quanto di solito tende a distogliere l’attenzione dello spettatore da cose più importanti), si ha la possibilità di addentrasi nella psicologia dei personaggi ed in una sceneggiatura (di Cristiano Fighera) più “articolata” di quanto possa apparire. Come molte altre produzioni indipendenti italiane, anche questa è intrisa di citazioni (tra cui anche un’autocitazione) piuttosto evidenti. Cosa non deprecabile, ma che rischia di far perdere valore all’originalità di un lavoro di buon livello.

 
Demon

ELENCO RECENSIONI INDIPENDENTI


Per ulteriori informazioni:
- il sito di Alex Visani -


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