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NEURO OVERTURE


 
  Durata:  14'
Produzione:   Piero Cannata - Italia 2006
Regia: Piero Cannata
Cast:  Daniele Marotta, Maria Luce Bondì, Monica Zanforlìn
 


Il termine più appropriato per definire il lavoro di Piero Cannata è “origeniale”, commento carpito ad un ragazzo dall’accento romano seduto alle mie spalle durante la proiezione di “Neuro Overture” al PesarHorrorFest. In effetti questo corto è proprio una combinazione di originalità e trovate geniali. In un asettico e fascinoso bianco/nero Piero Cannata si rende testimone oculare di un fatale incontro tra Hitchcock e Mel Brooks. Il punto di partenza è la parodia di Psyco complimentata con le caratterizzazioni di Frankenstein Jr. Il protagonista (Herman Weird!!) incarna la travagliata storia familiare di Norman Bates dandogli il volto e le movenze dell’”(a)Igor-Feldman” brooksiano. Se la regia di Piero Cannata (autore anche della delirante e straordinaria sceneggiatura) non presenta incertezze di sorta, dimostrando altresì notevole padronanza tecnica (sintetizzata nell’ottimo rifacimento della famosa scena della doccia), la struttura ossea del corto è costituita dalla bravura e dalla disinvoltura dei tre protagonisti. Daniele Marotta, istrionico quanto non mai, interpreta un impacciato e complessato Herman, serial killer dal fallimentare futuro, guidato dalla voce fuori campo della defunta madre ed interessato, per sua stessa ammissione, più a trovare un “confortevole alloggio per il suo uccello” che a seguire le direttive materne.

Le due ragazze sono semplicemente fantastiche, avvolte da un’ammaliante aura da pin-up anni ’50, riescono ad essere comicamente sensuali senza cadere nel ridicolo, impresa davvero difficile. Cannata divide sapientemente la scena ai tre protagonisti, in modo da non appesantire i ruoli e rendere frizzante e gradevolissimo lo scorrere della storia. Dal loro canto gli attori si impegnano anima e corpo per trasferire sullo schermo (forse anche migliorandolo) ciò che già funziona sulla carta, cosa che nel circuito “amatoriale” rappresenta un ostacolo duro da superare. Raccontare questo corto non darebbe giustizia allo scrupoloso lavoro di tutti coloro che vi hanno partecipato, bisogna vederlo per capirne la forza, solo un piccolo assaggio. Il film inizia con l’ombra di un Herman adolescente che spinge l’ombra della madre rompiscatole dentro una lavatrice. Mentre il giovane omicida è intento a chiudere l’oblò, la voce materna urla “Herman hai dimenticato l’ammorbidente”…geniale..

 
Demon

ELENCO RECENSIONI INDIPENDENTI


Per ulteriori informazioni:
- Il sito di Piero Cannata -
 


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