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NELLA MIA MENTE


 
Durata:  25'
Produzione:   Barbara Pianca, M. Pastrello - Italia 2005
Regia: Michele Pastrello
Cast:  Angela Picin, Tobia Cinetto, Marcella Braga, Chele Sostrella
 


Di norma il termine “indipendente” (in ambito cinematografico) si abbina (inevitabilmente) ad aggettivi quali “trash”, “Z-movie”, “amatoriale” e via degradando. In effetti, causa un’abbondanza di materiale filmico esteticamente deplorevole, l’indipendenza in materia di cinema, ha sempre più (grazie alle fruibili tecnologie digitali) assunto il sinonimo di “cattivo prodotto”.
L’origine del termine, e soprattutto il suo significato, stanno ad indicare una carenza (per scelta o meno) di sostentamento finanziario che, per certi aspetti, assume un valore positivo (totale libertà da pressioni produttive), per altri non può che risultare del tutto negativo (una scarsa capacità tecnica non sorretta economicamente non può che generare una mandria di Ed Wood). Rimane indubbio il fatto che il “low (o “no”) budget” rappresenti una scelta di stile e sia artefice di piccoli grandi capolavori della storia del cinema (così come produzioni faraoniche hanno generato altrettante masse informi di celluloide). Tutto questo per sottolineare come, a volte, le etichette non rappresentino al meglio il prodotto su cui vengono poste.
Quando si dispone di budget limitati (ssimi) o inesistenti, alfine di realizzare un buon prodotto spesso non sono sufficienti le sole (singole) capacità tecnico-artistiche, ma servono soprattutto spiccate attitudini manageriali (intese come buona distribuzione del budget e opinata scelta dei collaboratori).

Il preambolo di cui sopra, custode di oggettive verità, bene introduce quest’opera di Michele Pastrello. “Nella mia mente” racchiude nella sua struttura tutti quei piccoli accorgimenti che evitano di affibbiare ad una produzione indipendente il termine “amatoriale” (divenuto, suo malgrado, criticamente dispregiativo). Ciò che più colpisce un occhio “attento” è la curata distribuzione dei ruoli: tutti sono al posto giusto. Un non troppo eccessivo sforzo economico, circa 3000 euro (per 4 giorni di riprese), ha consentito a Michele Pastrello di avvalersi di un’ottima fotografia (cosa che in lavori di questo genere fa di certo la differenza), di avere una buona resa audio, di usufruire di un cast di tutto rispetto e di ammantare il film di un’atmosferica colonna sonora originale. Una ragazza, perseguitata da un misterioso e malintenzionato individuo, si rinchiude in casa per sfuggirgli, ma ben presto si rende conto di non essere sola.

Il plot e la sua stessa messa in scena seguono rigorosamente gli schemi del classico thriller psicologico e bisogna precisare che “Nella mia mente” non brilla di certo per innovazione visiva o narrativa, ma il lavoro , cinematograficamente “onesto”, di Michele Pastrello è soprattutto un “lavoro”. Infatti la scelta di non eccedere in durate da lungometraggio, di girare (quasi) tutto in interni e di affidare il peso della recitazione a (quasi) una sola persona (la davvero brava Angela Picin), aiutano Michele Pastrello a curare il suo lavoro quanto più possibile. Il regista inoltre dimostra di conoscere il significato della parola “film”, di essere in grado di creare tensione e di saper realizzare una buona inquadratura, tutte caratteristiche riconducibili ad un modo di fare cinema “semplice” ed efficace proprio di un nostro passato non troppo lontano, tanto che “Nella mia mente”, pur avendo una forte connotazione attuale, riporta alla mente un piacevole retrogusto di “dejà-vu”.

Il ritmo “trascinato” (ma mai lento, proprio del cinema horror asiatico), che ben si sposa con un’azione svolta in tempo reale, è ottimamente sorretto dalle musiche di Pekka Ketonen che grazie alla mano ferma di Pastrello contribuisce a generare una rarefatta atmosfera carica di suspence (senza l’ausilio di macchinosi “coupe de theatre”), in grado di reggere per i 25 minuti di durata. Altra considerazione interessante riguarda il filo logico che cuce la storia dall’inizio alla fine, disegnandone gli spigolosi contorni. I punti di vista (sia visivi che morali) mutano continuamente, alternando soggettive ben definite a visioni da webcam vouyeristica e tracciando profili “apparenti” destinati (loro malgrado) ad essere confutati. Una coerenza che trova la naturale esegesi in un contratto finale che, sebbene possa far storcere la bocca, ne incarna lo “scontato” epilogo.

Escludendo qualche nota negativa (prologo forzatamente retrò, titolo poco azzeccato, storia non troppo “originale”), trascurabile trattandosi di opera prima, “Nella mia mente” rappresenta un prodotto valido, degno di interesse e soprattutto ben fatto.

 
Demon

ELENCO RECENSIONI INDIPENDENTI


Per ulteriori informazioni:
- Michele Pastrello website -


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