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FORBIDDEN MANSION


 
Durata:  15'
Produzione:   Happymeal Production - 2006
Regia: Vincenzo Cervoni
Cast:  Giuseppe Di Chiara, Vincenzo Cervoni, Pietro Mastroieni
 


Se l’occhio umano è solito fornire una visione della realtà filtrata (e reinterpretata) da emozioni, paure, tabù, da elaborati processi di sintesi neurale che ne alterano l’effettiva veridicità, un freddo (e inanimato) meccanismo ottico ci permette di inquadrare ciò che ci circonda per quello che in effetti è, in tutta la sua crudezza (Powell insegna).
Vincenzo Cervoni, prende in prestito questo datato (ma sempre efficace) paradigma per costruirci intorno il suo “Forbidden Mansion”.

Due videoreporter, hanno la brillante idea di girare un servizio (notturno, ovviamente) su di una casa maledetta (villa withe), teatro anni prima degli efferati delitti di una coppia (fratello e sorella) della cui fine non si ha notizie. Le citazioni (ispirazioni, influenze, omaggi, la classificazione ha davvero poca importanza) presenti in questo lavoro, sono talmente evidenti e “genuine” che menzionarle o inerpicarsi in poco proficui parallelismi cinematografici risulta davvero inutile. Fin dagli ottimi titoli di testa si intuisce la buona qualità del lavoro di Cervoni, intuizione confermata dal prosieguo della visione. Anche se l’idea del video “ritrovato” non brilla certo per originalità, le riprese in soggettiva, permettono allo spettatore di aggirarsi per i meandri della dimora maledetta, trasferendo le sensazioni di ansia e paura che vivono i due protagonisti.

I primi 10 minuti di “Forbidden Mansion” sono gestiti perfettamente, un certosino lavoro di preparazione, in cui la tensione lievita gradualmente fino ad introdurre il grandguignolesco finale. La continua alternanza tra ciò che viene visto attraverso gli occhi dei due reporter e ciò che viene catturato dalle lenti della videocamera, proietta la vicenda in una sorta di dimensione parallela di cui, inevitabilmente, i protagonisti rimarranno vittime. Fotogrammi che inizialmente sussurrano, per finire con l’urlare ciò che si cela dietro il sottile velo della realtà. L’orgia di sangue conclusiva incarna la sommatoria dei clichè del cinema di genere, con evidenti richiami a buona parte della cinematografia horror essenziale.

Operazione eseguita con gusto e cognizione di causa, bilanciando un sapiente uso del “fuori campo”, con primissimi piani di alcuni momenti delle uccisioni; su tutte l’estirpazione del bulbo oculare che potrebbe suggerire una citazione colta da “Naked Blood”. Il make-up non è per niente approssimativo e quando potrebbe apparirlo, il regista si adopera per non farlo notare più di tanto, con repentini stacchi o intelligenti inquadrature. In conclusione “Forbidden Mansion” sentenzia che il tuttofare Vincenzo Cervoni, riesce a confezionare un buon prodotto anche in condizioni di “no budget”.

Unico rammarico, un soggetto davvero scarno ed una sceneggiatura a tratti traballante (la nomenclatura anglofila non è il massimo) che, se da un lato non aggiungono quel plus valore di inventiva e creatività al panorama horror, contribuiscono ugualmente ad insinuare un inquietante tarlo nella mente degli appassionati del genere: e se Sadako e Latherface fossero davvero fratelli?

 
Demon

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Per ulteriori informazioni:
- Happymeal Production website -


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