Senza ombra di dubbio l’episodio più agghiacciante della prima stagione dei “Masters of Horror”.
Quando lessi che, nonostante le promesse di assoluta libertà creativa scevra da censura, l’episodio di Miike era stato censurato dalla messa in onda pensai: “siamo alle solite”.
Dopo la visione di questo capolavoro però ho dovuto convenire con la scelta della Showtime. Imprint è un’opera assolutamente impossibile da trasmettere in TV.
La storia ambientata in Giappone nell’800. Un giornalista americano (un Billy Drago in grande spolvero) giunge su un’isola remota in cerca di una donna, il suo grande amore, alla quale aveva promesso anni prima il suo ritorno.
Costretto a dormire in un bordello il protagonista passa la notte in compagnia di una donna sfigurata che sembra saperne molto di Komomo, il grande amore di Billy.
Tramite una costruzione della storia impostata su dei lunghi flash-back scopriremo il passato della misteriosa donna sfigurata e l’orribile sorte toccata a Komomo, tra efferatezze e momenti di rara crudeltà arriveremo ad un finale tanto meraviglioso quanto crudo e folle.
Tecnicamente il film è girato in stato di grazia…la regia di Miike regala soluzioni possibili solo ad un genio e il direttore della fotografia di distingue per i colori tanto pastosi quanto inquietanti, perfettamente il linea con l’atmosfera del film.
Quando Miike seppe della censura disse semplicemente “Credo sia normale… purtroppo non sono riuscito a trattenere l’orrore insito in questa storia”.
Imprint costringe lo spettatore a fare i conti con una forma di orrore ben più agghiacciante e dolorosa dei soliti fantasmi o serial-killler di turno…Imprint ci costringe faccia a faccia con la miseria della condizione umana, con il degrado, con il sadismo più puro, il tutto senza via d’uscita, senza catarsi, senza possibilità alcuna.
Capolavoro assoluto.
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