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HOMECOMING


 
MoH: 1.6
Produzione:  USA, 2005
Regia:  Joe Dante
Cast:   Jon Tenney, Thea Gill, Wanda Cannon, Terry David Mulligan
 


Probabilmente il miglior episodio della prima serie, Homecoming supera senza riserve il pur grandioso IMPRINT di Miike e combatte un ipotetico scontro tra titani con l’eccezionale CIGARETTE BURNS di Carpenter. Il “ritorno a Casa” di Joe Dante è un immenso film politico contro la gestione scellerata e distruttiva dell’amministrazione Bush. La storia parte 3 settimane prima delle imminenti elezioni politiche, il comitato Repubblicano è in fermento e seriamente preoccupato per le forti critiche che vengono mosse sull’amministrazione e sull’operato del presidente, specialmente riguardo alla guerra in Iraq, che si rivela sempre più inutile e sanguinosa.

Durante uno show televisivo un membro del comitato (rispondendo alla madre di un soldato morto in guerra, la quale chiedeva perché suo figlio fosse morto) invoca il ritorno a casa dei soldati deceduti, dicendosi sicuro che se potessero parlare direbbero quanto sono fieri di aver servito il loro paese e di essere morti per la libertà… Quando il presidente, esaltato per questa frase geniale, la ripeterà durante un comizio, i soldati torneranno davvero, ma non certo per ringraziarlo… Nessun’arma potrà fermare gli zombies, nessun campo di concentramento potrà trattenerli…in un modo o nell’altro questi uomini completeranno la loro missione…raggiungere le urne e votare per l’altro candidato! Geniale, nessun’altra parola è utilizzabile per descrivere il prodotto di Dante, che, con il suo stile sempre in bilico tra ironia e malinconia (gli zombie dei soldati sono caratterizzati in modo struggente) costringe lo spettatore a riflettere e a pentirsi della scelta fatta nel giorno delle urne.

I tentativi del comitato repubblicano di alterare la realtà appariranno sempre più ridicoli e infruttuosi e l’ultimo affronto alla libertà (cioè l’alterazione del voto finale), porterà gli zombie in divisa a “fare ciò che fanno sempre i militari…chiamare rinforzi”. Nella scena finale uno sterminato cimitero militare (nel quale appaiono in prima fila la tombe di George A. Romero e Jacques Tourneur) vedrà la resurrezione praticamente di tutti i soldati deceduti, dalla guerra di Corea al Vietnam, e le cose si metteranno davvero male. Con una storia cosi il lato tecnico del film passa quasi in sordina, ma va dato il giusto risalto ai bravi interpreti e alla regia di Dante, che in alcuni punti risulta incredibilmente ispirata. Poco l’orrore dal punto di vista dello splatter, e meno male, aggiungo io…perché HOMECOMING è perfetto esattamente cosi com’è e poi, come dice lo stesso Dante… ”Non c’è niente di più terrificante di ciò che sta succedendo in America negli ultimi anni” Inarrivabile.


 
Paolo Angeletti


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