Pablo e Sonia sono felici, si amano, hanno un bambino che è la loro vita e finalmente si sono comprati la casa dei loro sogni, un antico casale in cui però, molti anni prima era accaduto un evento molto strano che aveva visto protagonista un bambino e il cui unico testimone era stato una piccola compagna di giochi. Tutto sembra scorrere felice per la giovane coppia fino a quando, tramite delle ricetrasmittenti portatili, i due si accorgono della presenza di strani rumori provenienti dalla stanza del bambino. Pablo in particolare decide di vederci più chiaro e pensa bene di munirsi di una videocamera a infrarossi collegata a un piccolo monitor che gli permette di sorvegliare la stanza del piccolo anche di notte.
Inizierà a notare cose molto strane, la presenza di estranei in casa e la sua diventerà una vera e propria ossessione che porta Sonia ad allontanarsi per difendere l’incolumità sua e del bambino. Pablo inizia a pensare di aver cominciato a perdere la ragione, ma l’incontro con l’anziana signora che vive nella casa di riposo di fronte testimone molti anni prima dello strano evento accaduto nella casa e tutt’ora custode gelosa di una vecchia e strana radio, lo persuadono ad affrontare lo strano individuo che sembra vivere nella sua stessa casa. Ma a volte affrontare le proprie paure significa dover combattere contro sé stessi.
De La Iglesia costruisce un classico film di fantasmi (argomento che sembra molto caro alla filmografia spagnola degli ultimi anni) ricorrendo a tutti gli elementi classici per una vicenda di questo tipo.
La vecchia pazza che sa cose che tutti ignorano (“Chiunque entra in quella casa, quando esce non è più lo stesso” ), la misteriosa radio che fa da filo conduttore tra le due vicende raccontate, lo strano personaggio esperto di paranormale costretto a letto che non rinuncia al suo goccio di alcool ma che sa ancora dispensare perle di saggezza ed infine la serie di coincidenze che portano il protagonista ad essere l’unico testimone degli strani eventi, cosa che lo destina a non essere creduto. Tutto questo lo fa coadiuvato da due ottimi attori, una bellissima fotografia, con un sapiente uso della macchina da presa e gestendo con indiscussa bravura i momenti di maggiore suspence. Merita di sicuro una citazione a parte la intensa scena finale che vede i protagonisti combattersi paradossalmente per lo stesso obiettivo cioè proteggere il proprio figlio.
Un bel film di genere, ecco cosa è questo del regista spagnolo.
Una pellicola che non si preoccupa troppo di qualche buco nella sceneggiatura, che non punta a spiegare perché ma a mostrare come. Questo è quello che ci si aspetta da un lavoro di questo tipo ed in questo senso non ci si potrà certamente considerare delusi.
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