E dopo la Francia, L'Inghilterra. A stimolare e sollazzarci (termine ardito) con un pugno (nello stomaco) di pellicole che ripescano dal genere (che fu)e ci mostrano la loro visione del mondo moderno. Eden Lake è l'esempio migliore oltre che il più controverso. Al di là di una resa estetica che rientra nella norma e che si rifà ai classici del survivance (un tranquillo week end di paura in testa ma anche ad un Wolf Creek che con gli anni, parere mio, assurgerà a modello) con particolare gusto ma nulla più, son le tematiche a scottare nel calderone proposto. Il sempre più dilagante, a quanto pare specie in terra albionica, fenomeno delle baby gang. Una coppietta medio borghese decide, sotto pressione di lui, di godersi un soggiorno tenda al seguito presso uno scorcio di natura, una oasi dispersa in quei frangenti non più rurali ma distaccati dall'urbanità, in cui usi e costumi risultano più agresti se confrontati con la "civile" borghesia urbana. Non una realtà di certo spiccatamente disturbata e disturbante come una provincia Texana à la Hooper (o Nispel al seguito) ma un disagio più sottile, riconducibile alla "differenza di mentalità" che può infastidire a pelle chiunque entri in un territorio a sè estraneo.
E se, quindi, sulle prime lo sconforto e soffocata rabbia della maestrina (mestiere della pulzella protagonista) tanto accalorata e affezionata alla figura dell'infante da proteggere ed educare viene tenuta a freno di fronte agli scapaccioni elargiti senza parsimonia ai maleducati figli dei paesani non assume un peso specifico prominente, col dipanarsi della trama ci si dovrà ricredere. Specie quando i suddetti "figli del paese" passa i propri accidiosi pomeriggi sbevazzando alcool di straforo e importunando gli eventuali "stranieri" fra schiamazzi e scurrilità assortite, infischiandosene dell'innocenza giovanile o di un qualsivoglia galateo. Ovviamente, di fronte ad una marmaglia di minorenni sboccati, qualsiasi istinto ragionevolmente omicida dovrà essere tenuto a bada, minimizzando il problema. Peccato che poi il problema diviene tale quando il capo banda, dopo aver subito un involontario sgarro, decide di farsi giustizia giustiziando la coppia di villeggianti senza pietà. Da qui in poi sarà un susseguirsi di colpi bassi fra i due schieramenti e all'indirizzo dello spettatore, in una messinscena che non lesina in efferatezze e colpi di scena, fino ad un finale che di catartico avrà ben poco.
Seppur i riferimenti possono far pensare a paragoni letterari illustri (il signore delle mosche e in seconda istanza il King novelliere) l film in questione è meritevole e ha il dubbio pregio da lasciare un senso di inquietudine e disagio anche al termine della visione, segno che il suo sporco lavoro lo fa, grazie ad un coraggio di fondo nello spingere le situazioni alle loro inevitabili conseguenze innescate in un contesto e tematiche più vicino ai giorni di "barbarie" vissute oggi dì. Eccome. A voler proprio cercarne difetti (che si son tramutati in aspre critiche spiluccando in vari forum di discussione) si possono evidenziare tranquillamente un paio di forzature (o deus ex machina, se vogliamo) tipiche più di un action che di un "horror" realistico, ma che fungono indubbiamente da diluimento di una durata complessiva già esigua di suo (settanta minuti e rotti scarsi) ma cui vorrei rispondere con un paragone illustre: in riferimento all'inverosomiglianza di certe situazioni rapportate alla "realtà" un certo Pirandello, non di certo l'ultimo arrivato, in merito alle critiche sul suo celeberrimo "il fu Mattia Pascal" si difese, garbatamente e senza particolare acrimonia, che la vita per prima è spettacolo privo, spesso, di verosomiglianza a differenza dell'arte che per essere riconosciuta tale, nei propri intrecci, deve assoggettarsi ad espedienti "logici", riportando un articolo pubblicato su un famoso quotidiano italiano in cui ripercorreva tramite un fatto di cronaca nera una trama molto simile al suo romanzo uscito neppure una ventina di anni prima e di cui dubitava, data l'estrazione sociale, i protagonisti ne avessero assaporato l'intreccio e basarsi su esso per il fatto.
Questo per dire che? Nulla, ma dopo la visione di questo film vi consiglio di restarvene in spiaggia a leggere Pirandello piuttosto che reagire alle minacce di una banda di ragazzini che vi mostrano il pisello e di serbare la tanica di benzina durante un loro attimo di distrazione.