Romero ritorna. Romero ci riprova. Zoppicante e inarrestabile come i suoi zombi. Lo so, posso ben capirlo, sembrano sempre gli stessi attacchi ad ogni recensione del Mastro inventore dei morti viventi che mai come in questa decade hanno trovato modo di (non) vivere. Ma che volete che possa inventarsi un povero cristo all'ennesimo film di Zombi, seppur scaturito dalla penna e camera di Zio Romero? E' quello che vorrei domandare a lui..
Che Romero a parte la famosa trilogia dei morti viventi nell'arco della sua carriera non ne abbia imbroccata una penso sia un dato di fatto e non la critica eccessiva di un pignolo.
Molti hanno pure considerato favorevolmente il quarto capitolo della saga ma mi risparmio ulteriori commenti su un lavoro che reputo mediocre. O a stento da sei meno meno, tanto per rientrare in temi scolastici che ultimamente stanno tanto a cuore a certi ministri della (d)istruzione dall'aspetto più di un Trans che altro.
Dopo qualche annetto ci riprova e l'idea di fondo se all'inizio della stesura potesse sembrare accattivante (le riprese in prima persona stile documentario alla the Blair Witch project) connessa all'auto produzione e finanziamento, tanto da far sperare in pochi tagli censori e maggiore libertà d'inventiva che a quanto pare con Land non gli fu concessa, purtroppo arriva in ritardo nell'uscita rispetto a Rec e Cloverfield che sfruttano lo stesso impianto anche se con risultati e finalità diverse alla lunga.
Se poi c'aggiungiamo che la storia è sempre quella, infezione all'improvviso dell'umanità, manipolo di sfigati studentelli (stavolta di un gruppo di scienze della comunicazione giusto per giustificare la morbosità dell'uso delle camere in questa era youtubbiana e figli di myspace) in fuga con professore alcolizzato annesso, oasi d'umani superstiti incazzati e armati fino ai denti, count down delle morti fino alla fine e finale moralizzante... devo continuare?
Intendiamoci, il film è buono, Romero quando si tratta dei propri pargoli sforna ottime cose ma.. rimane sempre il dubbio che l'argomento si sia esaurito almeno due puntate dietro.
E che non possa fare di più, cattivo dirlo, ma pare sia innegabile data la sua non eccelsa filmografia.
Che dire, se amate Romero sapete cosa aspettarvi. Per certuni può risultare un confortevole ritorno a casa dove trovare i propri punti fermi, sempre lì. Per altri magari l'agrodolce di mangiare sempre la stessa zuppa: saporita quanto vuoi, ma sempre zuppa rimane.
n.b.
a quanto pare il titolo per una improbabile edizione italiana doveva essere " Le Cronache dei Morti viventi." E chissà le orde di bambini convinti magari di trovarsi di fronte ad un nuovo capitolo delle cronache di Narnia.. I traduttori italiani sono sempre dei genialoidi. Li adoro a tratti.