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DEER WOMAN


 
MoH: 1.7
Produzione:  USA, 2005
Regia:  John Landis
Cast:   Brian Benben, Anthony Griffith, Cinthia Moura, Sonja Bennett
 


Landis non è solo un maestro dell’orrore…questo immenso regista ha regalato al pubblico film indimenticabili, oltre al perfetto UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA, ricordiamo autentici capolavori come THE BLUES BROTHERS e ANIMAL HOUSE. Landis ha preso l’esperienza dei “Masters Of Horror” come un gioco, per sua stessa ammissione ha deciso di cimentarsi con una storia assurda ed inverosimile. Seppur raggiungendo risultati decisamente piacevoli, e nonostante un paio di passaggi geniali che solo lui poteva concepire, alla fine di DEER WOMAN abbiamo la sensazione di trovarci dinanzi ad un giocattolo un po’ troppo semplice e non molto longevo.

Dwight Faraday è un detective che in passato ha avuto i suoi momenti di gloria, ma dopo una tragedia personale è caduto in disgrazia e ora si occupa esclusivamente di attacchi di animali ai danni dell’uomo. Dwight si ritroverà ad indagare su una serie di strane morti, dove le vittime vengono ridotte praticamente in poltiglia da un non ben precisato essere. Pochissimi gli indizi, tra i quali una bellissima donna, sempre avvistata con le vittime poco prima di essere uccise… L’atmosfera del film, sempre in bilico tra orrore ed ironia, rende il prodotto decisamente godibile, geniale la sequenza nella quale Faraday formula nella sua mente le ipotesi per la risoluzione del caso. Il film gode di buon ritmo e di un cast perfettamente calato nei ruoli. Cinthia Moura, modella e attrice brasiliana scelta per il ruolo della donna-cervo, toglie il fiato per la sua bellezza.

A questo aggiungiamoci una grande regia, una fotografia pulitissima, ottime musiche, buona sceneggiatura e bel montaggio…allora cosa c’è che non va, chiederete voi… Non va la semplicità di fondo del soggetto, che potrei definire scolastico. Non va che per tutto il film non si assista ad un colpo di scena nemmeno a cercarlo con il lanternino. Non va che l’intreccio sia di una semplicità disarmante e che il finale sia particolarmente debole. Dopo aver visto anche gli altri film, Landis ha affermato di essere molto geloso dell’episodio di Joe Dante, che meglio di lui aveva capito lo spirito di “Masters of Horror”, non possiamo che dargli ragione. Un 6 politico ci sta…ma ci aspettiamo sicuramente molto di più da FAMILY, l’episodio che Landis dirigerà per la seconda stagione.


 
Paolo Angeletti


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