Promessomi di non giudicare l'infamia apportata a questo progetto (lo split) detterò la mia su questa, a quanto pare controversa, pellicola dell'ormai Olimpico Tarantino. Un tizio che si pensava potesse permettersi di girare la qualsiasi cazzata e sbancare i botteghini. Il marketing (questo mostro sconosciuto) ne è rimasto beffato. Caracollando in bilico fra il chiedermi se esserne felice o perchè sia accaduto ciò per un prodotto più che ottimo iniziamo a scaldare i motori.
Death Proof è il festival del revival della citazione anacronistica. A partire dall'icona del villain un Kurt Russel icona, appunto, di sè stesso. Rivedere Russel nelle vestigia di Stuntman Mike è come assistere alla sua carriera (limitandosi ai ruoli che l'hanno reso celebre) nell'arco di qualche battuta. Il nostalgico c'è, applaude e nasconde una lacrima con la scusa della bruschetta nell'occhio (elio docet). Anche il livello ormonale rimane decisamente alto con la, ormai consueta, galleria di glutei e faccini d'angelo che il caro Quentin dissemina in ogni sua pellicola. E il sangue? Signori è tutto lì nella parte centrale, cinque minuti cinque ma di gran classe. Tutto perfetto quindi? I dialoghi deliranti, spacconi e sudisti (oltre che sudati) ci stanno tutti.
La ormai classica colonna sonora stratosferica anche per chi no digerisce il country pop/rock americano ci sta. Le inquadrature fenomenali, la pellicola sgranata, gli errori da montaggio grindhouse.. mmmsi all'appello pare starci tutto. Cos'è allora che non va? Non saprei. Probabilmente è solo stata travisata la reale motivazione di quest'opera: il cazzeggio. No, perchè prendere sul serio questo film, come tutta l'operazione in sè, aspettandosi il film (o i films a questo punto) che vi rivoluzioneranno la vita è quanto di più sbagliato possa esserci.
La mossa geniale risiede, a parer personale, nell'inserimento di elementi tipicamente moderni (titoli di film, cellulari, marche d'auto, lettori mp3) in un contesto completamente vintage tanto da chiedersi come sia possibile sia ambientato ai giorni nostri. E non l'esatto contrario.
Vi sembra poco? Col senno di poi magari sì, ma se non l'aveva mai fatto nessuno fino ad oggi, un perchè dovrà pur esserci.
Sangue, culi e situazioni assurde. Il tutto in una confezione extralusso. Sarò uno che va controcorrente ad ogni costo ma il flop (ai botteghini, specifichiamolo sempre) è solo la naturale evoluzione e un dono controverso del cielo. Certo i portafogli dei distributori non sarebbero tanto nostalgici quanto il sottoscritto (anche perchè forse oltre ai soldi del dvd non caccerò una lira, ops un euro) e quindi posso permettermi di parlarne in cotal maniera ma l'omaggio era a quei film scassoni e fracassoni che a stento campavano con gli spiccioli dei nerd e dei pomiciatori da auto. Film da 2 stelle in pagella, quando erano capolavori. E riscoperti col tempo. Ecco, a parere mio Grindhouse nella sua forma intera (quando uscirà si spera in dvd nei nostri bistrattati territori) assurgerà col tempo allo status cult che merita. Il Flop iniziale è solo un riconoscimento al suo valore.
Ora, prima che mi interniate attendo il segmento di Rodigruez ingiustamente tenuto secondo solo perchè non raccomandato. Solo un sassolino voglio togliermi dalla scarpa e lanciare ai furboni distributori da strapazzo europei: ma gli stupendi fake trailers? Che peste vi colga. Shit.