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CHOCOLATE


 
MoH: 1.5
Produzione:  USA, 2005
Regia:  Mick Garris
Cast:  Henry Thomas, Lucie Laurier, Stacy Grant, Leah Graham
 


Mick Garris è l’uomo al quale si deve la realizzazione di questo monumentale progetto di “Masters of Horror”. Per questo gli appassionati del genere non potranno che ringraziare in eterno Garris. Come “Deus ex Machina” del progetto, Garris aveva il pieno diritto di girare il proprio episodio. Per l’occasione Garris rispolvera un suo vecchio soggetto, scritto molti anni fa, e il risultato finale, seppur ben lontano da quello delle grandi firme della serie, è più che dignitoso. Jamie è un uomo che sta tentando faticosamente di rimettere a posto la sua vita e di uscire da una depressione causata principalmente dal suo divorzio con la moglie, che ha ottenuto anche la custodia del figlio. Avvicinandosi pericolosamente alla mezza età, Jamie soffre molto questa condizione di improvvisa solitudine e reagisce chiudendosi sempre di più in se stesso.

Improvvisamente però strane visioni si materializzeranno davanti agli occhi di Jamie, il quale non tarderà molto a capire che queste visioni altro non sono che momenti di vita di una perfetta sconosciuta, che Jamie cercherà di rintracciare…l’epilogo sarà un bagno di sangue. Mick Garris è un ottimo artigiano del cinema, uno che sa come sfornare un prodotto di buona qualità e di facile commercializzazione. La sua tecnica di regia è molto televisiva (pochissimi infatti i suoi film usciti al cinema), e questo balza all’occhio spesso durante la visione. Ma Garris è un regista con un buon gusto, e la regia appare a suo modo raffinata e ben inspirata. La fotografia è molto interessante, colori accesi e molta luminosità rendono la vicenda più inquietante.

Bravino il protagonista, anche se in qualche scena non risulta particolarmente convincente. Alcune scene sono di sicuro impatto, oltre al sanguinosissimo finale c’è da ricordare la scena nella quale il protagonista vive in prima persona un rapporto sessuale della ragazza a lui collegata telepaticamente, finendo per vivere direttamente un rapporto omosessuale. Il tutto mentre nel letto con lui c’è una ragazza appena conosciuta, che assiste inorridita ala scena. Tirando le somme il film di Garris risulta sicuramente piacevole, anche se di certo non farà mai parte della storia del cinema horror, ma forse riesce anche a superare episodi di registi più blasonati che hanno profondamente deluso le aspettative (Gordon ed Argento su tutti).


 
Paolo Angeletti


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