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LA CASA SPERDUTA NEL PARCO


 
Conosciuto anche come:  The House on the Edge of the Park
Produzione:  Italia , 1980
Regia:  Ruggero Deodato
Cast:  David Hess, Annie Belle, Christian Borromeo
 


Flop indescrivibile! Con questo pessimo film, Ruggero "Monsieur Cannibal" Deodato, prende una cantonata pazzesca. Se teniamo poi conto del fatto che La casa sperduta nel parco fu il successore (cronologicamente parlando) del mitico Cannibal Holocaust... bhè: la frittata è fatta. Tralasciamo la vistosa scopiazzatura (vogliamo parlare di plagio?) de L'ultima casa a sinistra (addirittura lo stesso attore protagonista!) di Craven, sorvoliamo sulla pessima (ridicola?) prova degli attori, ignoriamo l'assenza di effetti speciali degni di nota, lasciamo correre tutto quello che volete, ma, ragazzi, qui c'è davvero poco da salvare! La trama gira attorno ad un gruppo di ragazzotti borghesi presi in ostaggio da due perversi teppisti (niente di nuovo sotto il sole...) ed il finale nel più classico stile dei rape-revenge movies non lascia adito a qualsivoglia colpo di scena.

Deodato cerca di bissare la brutalità del suo masterpiece cannibalico inondando di sordide umiliazioni (per lo più sessuali) la pellicola; il risultato? La sagra del rimpianto... Le continue molestie fanno soltanto ridere (per non parlare dei dialoghi), il tentativo di strizzare l'occhio all'audience più sadica fa acqua da ogni parte e David Hess sembra più un farsesco giullare che un misogino assassino (ricordate il Krug d'oltreoceano?). Anche Riz Ortolani (strano ma vero) dà il peggio di sè con una colonna sonora ripetitiva, risibile ed a tratti fastidiosa. Le interpretazioni sono oscene e l'unica sequenza che potrebbe risollevare un po' la pellicola (la fanciulla seviziata col rasoio) viene condotta talmente male da suscitare unicamente risate irriverenti di sdegno. Consiglio a tutti di stare alla larga da questa "bruttura" cinematografica (anche se, forse, i collezionisti più incalliti, troveranno stimolante la scarsissima reperibilità dell'edizione italiana Panarecord). Il resto è davvero da dimenticare. Ruggero, perchè infangare così il tuo buon nome? No, no: così non va...


 
Davide Rigamonti


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