Home page




CALVAIRE


 
Titolo originale:   Calvaire
Produzione:  Francia/Belgio, 2004
Regia:  Fabrice Du Welz
Cast:   Laurent Lucas, Jackie Berroyer, Joe Prestia, Philippe Nahon
 

 

Calvario (dal latino Calvaria che significa: luogo del cranio) è il nome della collinetta appena fuori Gerusalemme su cui salì Gesù per esservi crocifisso. (Wikipedia) Non preoccupatevi nell'opera prima di tal Du Welz non assisteremo ad alcuna rivisitazione Messiatica di novelli martiri di Cristiana memoria. Mi premeva far emergere la definizione che ne scaturisce dalla traduzione letteraria: luogo del cranio. E' dal cranio dei personaggi inseriti in tale contesto, una bucolica porzione della Francia magistralmente resa dalla fotografia plumbea, morbida e malsana, che si dipaneranno le più assurde macchinazioni nei confronti della vittima di turno.

Protagoni.. pardon, vittima di tal percorso è Marc Stevens, cantantucolo che si esibisce in vari ospizi per fameliche donne attempate, che rimessosi in viaggio cade nel più banale dei tranelli del destino cinematografico: il blocco del motore del proprio mezzo, in questo caso un caravan. Da lì in poi la normalità di Marc si scontrerà con la normalità del paesino in cui si è dovuto fermare controvoglia. E con i suoi abitanti. Uno in particolare. Fermandomi nella narrazione di un'opera meritevolissima che va gustata a freddo e scevra di ogni anticipazione degna di nota termino spezzando una lancia per chi ha difeso tale film dai soliti detrattori. Gli stessi che da un film se non trovano qualche tetta, squartamenti a profusione e villaine d'annata non etichettano altri prodotti come meritevoli neppure a pagarli nella categoria Horror. No che mi stonino gli ingredienti elencati, sia mai.

Ma se un film horror deve far leva su le ataviche paure dell'uomo, direi che Du Welz non solo abbia colto nel segno, ma abbia pure mosso qualche passo più lungo delle sue gambe. Perchè di aspetti sottopelle Calvaire a mio modesto parere ne contiene tanti, pure troppi. E anche di pregevole fattura per un esordio. Gli attori meritano tutti un plauso per la loro bravura nel recitare sopra le righe risultando mai scadenti o inverosimili seppur nelle esagerazioni imposte da copione. E come sempre accade film del genere devono scaturire dalle sapienti menti di europei in barba allo strapotere Hollywoodiano. Stavolta è toccata alla Francia pescare il jolly. E dire che una manciata di anni fa era l'Italia il paese che infettava il mondo con decine di esempi simili al cinema e non nel buio della propria camera... Fate come me, non fatevi prendere dalla nostalgia e iniziate il calvario offertovi.

Poi se una volta finito il film vi sentirete sporchi e non per nulla avulsi da quanto proposto.. in fondo non è neppure un film horror, no?


 
Tabbo


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright 2000-2002 - All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.