Un uomo sta guidando una macchina per le vie di Roma con una certa fretta guardando continuamente l'orologio. Orologio che guarda con impazienza anche “il Dottore”, il capo di una banda di malviventi che si appresta a compiere una rapina in uno stabile farmaceutico. L'azione della banda non è indolore e nella sparatoria che ne segue, oltre a qualche agente, anche un membro della banda viene colpito a morte. A questo punto i tre rimasti prendono in ostaggio prima una donna e poi l'uomo della scena iniziale che, si scopre, stava portando il figlio malato in ospedale. I sei iniziano il loro viaggio verso qualcosa di non meglio definito, forse il nascondiglio della banda, forse qualcos'altro. Il viaggio è tutt'altro che indolore per tutti. L'uomo al volante è preoccupato per il figlio e non gli piacciono le esuberanze di “32”, forse il più pericoloso della banda che tra l'altro sembra non restare indifferente alle grazie della ragazza. Anche il Dottore inizierà presto a non sopportare più le sue intemperanze che rischiano a più riprese di farli finire male. La ragazza tenterà la fuga che non andrà a buon fine. L'uomo al volante, invece sembra tranquillo, forse troppo…
Nonostante qualche scena risulti ingenua a distanza di anni, una volta ancora, Bava dimostra la propria duttilità cimentandosi in questo road-movie che, per stessa ammissione di Tarantino, avrebbe ispirato, anni dopo, il fortunatissimo Le Iene.La soluzione di non usare trasparenti, può a prima vista togliere qualcosa al ritmo narrativo, ma a conti fatti risulta molto efficace per rappresentare quella tensione claustrofobica che si respira per tutto il film con la macchina da presa che sembra essere il sesto passeggero in una macchina già troppo piccola per cinque. Caldo, tensione, staticità e sudore sono i tratti caratteristici della pellicola e per renderli al meglio Bava ha scelto di girare sull'autostrada deserta del pieno pomeriggio estivo. Bravissimi gli attori tra cui spicca l'eccellente prova del cantante Don Baki qui nei panni di Bisturi, il sanguinario esperto di armi da taglio.La scena in cui la ragazza cerca di scappare, viene inseguita e infine, una volta raggiunta, costretta a urinare in piedi davanti ai malviventi è un vero e proprio colpo di genio che , insieme al finale per niente scontato, elimina ogni possibile dubbio sulla assoluta qualità della pellicola derivante da qualche ripetizione sia a livello visivo che narrativo. Peccato soltanto aver potuto vedere questa piccola perla solo a distanza di anni dalla sua realizzazione e solo col montaggio voluto dall'attrice protagonista grazie alla quale è stata distribuita; chissà, se fosse uscita all'epoca, forse oggi Bava avrebbe i giusti riconoscimenti anche in Italia anche perché, ne siamo sicuri, montato secondo i suoi piani sarebbe stato sicuramente meglio.
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